March, 2009

heimweh

March 28th, 2009

homesick.
caro unicorno,
siamo ancora qui.
con la differenza che oggi fa un po’ freddino
cioè quel freddino che "non troppo"
quando ti metti la sciarpa
ma non è che chiudi completamente la giacca
la brezza ti accarezza la pelle, rinfresca le membra
ma non da proprio proprio fastidio.

ci sono sempre stata un gran bene, al freddo
è come se il caldo proprio non facesse per me.

e anche e soprattutto in questo caso,
non riesco, per forza di cose, a sentirmi ubriaca
sopraffatta – vinta.

c’è qualcosa, dentro di me
che mi spinge alla calma
che mi accarezza i capelli, li sistema dietro l’orecchio
e mi sorride.

è lì. sarà sempre lì.
come dire, per sempre.

sono quel genere di certezze
che mi fanno riprendere in mano la gola
strapparla al verso della disperazione
strapparla all’urlo e al pianto
e confinarla ad un discreto silenzio.
al bianco del cielo, alle gocce di pioggia
e al fluire stanco, dei minuti, secondi, avversi
ai miei desideri.

a proposito del booklet, del feticcio del cd, e dell'acquistarne

March 28th, 2009

I really thought that I could take you there
but my experiment is not getting us anywhere.

wh

March 23rd, 2009

qualunque cosa renda l’idea,
è adesso.

anywhere I don't care I don't care I don't care

March 19th, 2009

Oh please don’t drop me home
Because it’s not my home, it’s their home
And I’m welcome no more

forse,
sono più adolescente di quanto mi piacerebbe ammettere.
(than I’d dare to admit)

ogni giorno, diviene sempre più chiaro
il nocciolo.
il cuore, il kernel
si ingrandisce e in qualche modo aumenta di spessore – chiarezza
delle loro particolarità a me affini.
ovunque
grandissimamente ribadite.

come. ignorare l’evidenza.
che mi stia stringendo la gola.
e che non mi stia stringendo la gola.
io continuo a respirare.
coldn’t care less, proprio.

tutto sommato
il segreto / per ora / sta nel non cadere.
| non c’è pericolo, ho molte cose a tenermi sù, io
||

mistery monday

March 18th, 2009

mi sento abbastanza bene, dopotutto
nonostante la tensione,
diagonale – come la vogliamo chiamare
diciamo efficace.

diciamo che da una parte spinge la calma
e dall’altra l’entusiasmo
// in questi giorni sono stata un po’ sballottata tra i due

per nessunissimo motivo reale, tralaltro
quindi stiamo pure tutti calmi
la ratio ha emesso il suo verdetto:
"niente di niente, all’orizzonte"

quindi tranquilli
se ho voglia di mangiare, di non mangiare
di arrovellarmi su cose / non arrovellarmi
non cambia proprio un cazzo.

a sto punto tanto vale che mi riposi
almeno per riguadagnare colore.

cos'è la vita

March 14th, 2009

Cos’è la vita infine?
oggi siam qui, domani
scaloppine.

sparks

March 12th, 2009

sento i brividi sottopelle
sento come le scintille correre sotto pelle
come i ragni, o altri animali con più di quattro zampe
(che velocissimi corrono sulla schiena,
a rintanarsi dietro la nuca.)

è sorprendente come l’autosuggestione raggiunga questi risultati insperati.

/ ogni volta che rifletto sulla cosa
noto un difetto, un dettaglio:
ciò che rende la finzione esaltante
come ha sempre fatto.

e poi mi si chiede le responsabilità delle mie azioni
dei miei pensieri
di quello che dico e credo vero.

probabilmente, al momento, lo credevo davvero.
ma alla luce di questi istanti di lucidità
come faccio a dire veramente che è così?

mi stupisce come ogni sensazione sia artefatta
(l’artificialità dei sorrisi, il copione brillante dei sottotitoli)
ogni profumo speziato, ogni centimetro di pelle scoperto
mi giunge misto, come lucido, ricoperto di una patina sottile illusoria.

mi chiedo fino a che punto sia opera mia
e cosa vedano i miei occhi oltre.
potrei vivere probabilmente soltanto di questo.
la pelle, il corpo, a contatto col mio, non è veramente importante.
e nonostante ciò, mi pesa – arrivare vicina, rasente la superficie con le dita…
…inspirare, espirare – guardare altrove.

forse Chimera calza davvero, in fondo
non quando le tre teste urlano all’unisono cose diverse.
più quando l’inganno è così tangibile
che posso sentire il suo calore
e nutrirmene.

nessun titolo

March 9th, 2009

nam tu sola potes tranquilla pace iuvare
mortalis, quoniam belli fera moenera Mavors
armipotens regit, in gremium qui saepe tuum se
reiicit aeterno devictus vulnere amoris,
atque ita suspiciens tereti cervice reposta
pascit amore avidos inhians in te, dea, visus
eque tuo pendet resupini spiritus ore.
hunc tu, diva, tuo recubantem corpore sancto
circum fusa super, suavis ex ore loquellas
funde petens placidam Romanis, incluta, pacem;

Tu sola infatti puoi con tranquilla pace giovare
ai mortali, poiché sui fieri travagli della guerra regna
Marte possente in armi, che spesso sul tuo grembo
s’abbandona vinto da eterna ferita d’amore;
e così, levando lo sguardo, col ben tornito collo arrovesciato,
pasce d’amore gli avidi occhi anelando a te, o dea,
e, mentre sta supino, il suo respiro pende dalle tue labbra.
Quando egli sta adagiato sul tuo corpo santo, tu, o dea,
avvolgendolo dall’alto, effondi dalla bocca soavi parole:
chiedi, o gloriosa, pei Romani placida pace.

Laura desinat ineptire.

March 7th, 2009

ho sempre pensato che sarei stata condannata in eterno a ripetere
Ille mi par esse deo videtur, (…) <ille> qui sedens adversus identidem te / spectat et audit
ho sempre pensato che avrei detto fino alla nausea
desinas ineptire, ed quod vides perisse perditum ducas
che mi sarei tatuata sulla schiena
sed mulier cupido quod dicit amanti / in vento et rapida scribere oportet aqua.

e poi invece sono qui, bel bella
a rileggere l’eneide col sorriso di sabato mattina
e mi sento misteriosamente bene.

abitudine ad aspettare sui marciapiedi

March 5th, 2009

oggi mi passano davanti due tram perchè il tipo non si ferma, quando incontro un controllore gli dico "mi scusi, siccome è il secondo tram che mi passa davanti senza fermarsi, evidentemente la fermata non è qui, mi sa dire dov’è?" e lui "che ne so. la fermata è dove l’autista si ferma e apre le porte".

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