January, 2009

chest

January 26th, 2009

credevo di avere dimenticato quelle parole
dette con la testa appoggiata sul petto
a sentire il cuore.

poi le ho ricordate.
è il tuo cuore a battere così, o è il mio?
- spero tutti e due.

ho ricordato il calore, la calma.

è strano perché non ho provato alcuna nostalgia.
ma una forma del tutto sconosciuta di distacco.
una specie di coscienza profonda
che quel momento, quel sentimento
è stato quasi del tutto costruito ad hoc dalla mia immaginazione.

eccetto la presenza dell’abbraccio
e l’effettivo battere del cuore.

è incredibile come io abbia vissuto interamente nutrita dai sogni, quegli anni.
è incredibile specialmente guardando ad essi adesso,
con i miei occhi, e la mia ratio ferma – cristallina.
provo vergogna all’idea di quanto siano stati risibili e fuori luogo, i miei desideri – dal momento che si riferivano a persone del tutto inesistenti nel mondo reale.
ora me ne rendo conto
ripenso al sollevarsi ritmico di quel petto
e mi chiedo che ne è stato, di questi sogni.

come io sia riuscita ad isolare il loro calore rassicurante, e dipingerlo falso, rimane per me, oggi, un mistero.

che io torni ciclicamente, invece, a ispirarmi ai dettagli del racconto
// uno sguardo, magari, una smorfia nel sorriso, un dettaglio nel modo di camminare, un paio di libri su uno scaffale //
mi fa sentire molto umana.
mi fa sentire debole, immatura e stanca.

condoglianze

January 24th, 2009

Ho appena avuto un’epifania
sul significato della parola condoglianza.

che non viene mai usata come voce del verbo condolersi
che è con – dolersi
cum + doleo.

provare dolore con.

è un po’ quello che mi è successo anni fa con calori-fero.
ma ad un livello diverso.

24/11/2004

January 15th, 2009

Ma forse devo solo fermarmi ad aspettare che la strada si sposti e venga verso di me.
(…)

così tanto tempo fa che non mi ricordavo di essere sempre stata la stessa.

nessun titolo

January 11th, 2009

unicorno, se dovessi essere sincera con te
.. non sarei sincera con te.

mi ricordo la figura in piedi da lontano, io che mi avvicino con un sorriso abbozzato,
e, nel ricordo, assai imbarazzato.
davvero, ricordo il turbamento
c’è la possibilità che sia arrossita davvero.

arrossire in questo modo significa essere davvero nudi
il mio sguardo è fiero, sprezzante, nella stragrande maggioranza dei restanti casi.
come dire, devo darti prima il mio cuore in mano,
prima di potermi vergognare di cosa potresti vederci dentro.
devo fidarmi del tuo abbraccio, delle carezze con cui mi sistemi le ciocche dietro l’orecchio.

non ricordo davvero il tempo di sentirmi così
in totale balia di quello che i baci mi avrebbero detto, delle strade che mi avrebbero indicato.

ricordo che ero incapace di avere paura.
è bizzarro, fidarsi di una persona talmente tanto da annullare tutta la paura.

a volte mi chiedo, ti chiedo,
se sarò capace di fidarmi ancora allo stesso modo.

al momento non ne ho voglia [non ne ho bisogno]
il bisogno è razionale e al momento non c’entra.
c’entra che non ne ho voglia.
come quello che migliaia di anni fa ha detto "cui prodest?"
nemini prodest.
men che meno a me.

facciamocene una stracazzo di ragione:
non mi sto fidando, e sarà dura che le cose cambino.
se non altro perchè non giova alla mia pace.

hilarious

January 8th, 2009

a volte questo può essere chiamato virtuosismo.
altre paura.

salmone

January 4th, 2009

ho voluto del pesce crudo
e alla fine ho mangiato del pesce crudo.
ora mi viene da vomitare.

mi piace come io tragga delle riflessioni
dal supposto significato metaforico
di ciò che invece ho fatto davvero.

intendo dire, mi viene davvero da vomitare.
però magari non è colpa del pesce che realmente perde forma nel mio stomaco.
è colpa del pesce-metafora.
ben più vorace dell’innocuo filetto, risale l’esofago e mi azzanna la gola.

fottuto bastardo, col raziocinio ti ucciderò in decenni di miele.

New Year's Eve (no)

January 1st, 2009

non sono mai stata così sveglia.
credo.