vigiliae
December 24th, 2008°, {away in the reign of love} ha scritto:
senti
il bastardo non mi risponde.
Valentina scrive:
asp
°, {away in the reign of love} scrive:
php
Valentina scrive:
…
xhtml
°, {away in the reign of love} ha scritto:
senti
il bastardo non mi risponde.
Valentina scrive:
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°, {away in the reign of love} scrive:
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Valentina scrive:
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I tuoi occhi di miele, Giovenzio
se mai mi si concedesse di baciarli per sempre
sempre, fino a trecento mila volte, li bacerei
e mi sembra che mai potrei essere sazio
nemmeno se la messi dei nostri baci
fosse più densa delle spighe mature.
Mellitos oculos oculos tuos, Iuventi,
si quis me sinat usque basiare,
usque ad milia basiem trecenta
nec numquam videar satur futurus,
non si densior aridis aristis
sit nostrae seges osculationis.
Credo che ad un certo punto mi metterò ragionevolmente il cuore in pace e smetterò di piangere ad ogni accenno di ricordo del perchè soffro.
E’ sempre successo così.
Sono certa che anche questa volta non andrà diversamente.
mi sono addormentata piangendo come una bambina
con la faccia affondata nel cuscino
insomma, mi sembrava il modo di disperarmi più politically correct,
dal momento che i miei coinquilini erano svegli ad ammirare la neve
e tra me e loro non c’è una porta,
solo una tenda.
ci ho guadagnato un mal di gola abbondante.
questo, lo trovo meno politically correct.
temo inoltre che il mio problema col dolore
sia del tutto teorico.
(…)
propositi per il futuro:
- riflettere sulla bellezza del periodo ipotattico e povero di avverbi.
- abolire le maiuscole automatiche a inizio di frase.
- fare qualche lettura interessante. una volta terminati i 18 libri che sto leggendo.
- magari fare delle letture interessanti prima.
- abbandonare la quieta pazienza superiore. che finora non ha portato a gran buoni frutti.
- spedire quel buon numero di vaffanculo che sono in bozza da un po’.
- cominciare.
Oh Mistery muse,
how I hunger for an answer;
unsung song,
how I long to play the changes.
Hidden rhythm,
haven’t I always been your dancer?
Sacred secrets
of the meaning to my dreaming,
migration.
mi fa piacere non dover rendere conto a chi guardo
ma questa condizione pesa.
mi è caduta una goccia sul foglio
credo che sia molto più bello così.
se solo fosse un po’ meno evidente
un po’ meno fastidiosamente palese
conserverei spazio alla fiducia, se non alla speranza.
la mia dichiarazione di intenti
è di rimanere in ginocchio
con pazienza e misura, sobrietà – senza disperare.
insomma il mio grado di disperazione
è differente proprio nelle misure,
nella costruzione lenta e paziente
di una trama grigia fine, fitta
per non proprio crollare.
scelgo con cura gli sguardi e i movimenti
come se mi prendessi cura delle mie piante
accarezzando una ad una le foglie.
vi chiedo solo di avere riguardo.