breve excursus politico all’interno di una vita, come la mia, che di base vivrebbe senza.
mi arriva la newsletter di trenitalia che suggerisce
in un gran bel banner colorato e graficamente invitante:

"l’Alta Velocità migliorerà la qualità della vita degli Italiani che potranno dedicare a sè stessi il tempo risparmiato grazie a viaggi più rapidi. Sarà l’inizio di un nuovo stile di vita".
la risposta a questo, signor Newsletter Trenitalia, la più banale possibile, ma evidentemente (e di proposito) ignorata da chi ha ideato la campagna pro AV – è che a me non fotte assolutamente un cazzo di metterci un’ora da milano a bologna. e questo perchè non posso permettermi di pagare un biglietto che costa il quadruplo del regionale sebbene ci metta un terzo del tempo.
In sintesi succederà che io continuerò a prendere il mio regionale sporco, lento e puzzolente, pagherò sempre di più a causa degli aumenti dei biglietti (causati dallo sviluppo di cazzate colossali come l’Alta Velocità), e il tempo che spenderò in treno, che sarà sicuramente tanto, magari lo utilizzerò per leggere un bel libro.
come è sempre stato.
l’Italia non va avanti, cola a picco.
ma la cosa fichissima è che lo fa col sorriso sulle labbra.
mica depressa o isterica, sconvolta. no. sorridente.
bel modo di distinguersi, eh?