london!
September 24th, 2008it ain’t only black or white.
it ain’t only black or white.
I punkreas hanno scritto, secondo me inconsapevoli, una canzone con un testo bellissimo.
sicuramente erano strafatti di ogni genere di droga, e l’aver azzeccato le parole così.. è stata cosa del tutto fortuita.
i pochi versi che ricordo essere degni
ritornano periodicamente a rimbalzarmi nella testa
con il loro ritornello canticchiabile
ma finirà
come un temporale
come un acido che ha preso male
come un film di cui so già il finale.
so che finirà
come l’acqua che evapora al sole
come una cantilena che dice
"non può esistere un mondo migliore".
e…
boh, come dargli torto?
quando hai la grande idea di pigliarti un cartone assolutamente a caso
e poi rimani rincoglionito e biascichi cose senza senso per giorni
ad un certo punto, ti svegli e sei guarito.
punto.
sì ok d’accordo
mi ero un po’ fasciata la testa.
che alla fine non è rotta.
mi è bastata una dose mediamente consistente
di supporto morale altrui
per tornare ad avere la lucidità di razionalizzare.
impugnare il rasoio di ockam
fatto a coltello, sciabola affilatissima
(e) ho menato fendenti a destra e a manca, e poi ancora a destra
deinde centum. finchè non sono rimasti che pochi brandelli
al che ho contemplato il risultato soddisfatta.
quel serafico sorriso che nasce dal togliere e dall’uccidere.
bella storia, bella storia
come uscire in giardino con la motosega e potare la siepe
mi piacerebbe un casino poter potare qualcosa con una motosega
voglio dire, vuoi mettere che figata?
la sensazione splatter di sentire i rami e le foglie andare letteralmente in pezzi a contatto con il metallo. rotante. velocissimo.
ok, sto tornando un’amante della matericità dell’acciaio
del cemento, della velocità
voracità splendente.
ah le ciminiere delle fabbriche moderne!
ah il marmo ruvido e grezzo delle facciate dei palazzi!
ah quanto ho bisogno di darci un taglio!
nel senso di spaccatura / nel senso di direzione
nel senso di vuoto che crea un’unica via percorribile.
mi inchino alla possenza e risolutezza del faraone
che, qualunque cosa accada, domattina si sveglierà a farà sorgere il sole.
mi ha insegnato molte cose, quel suo agire distaccato e metodico.
la luce orientale esterna grigia.
domattina il faraone si sveglierà e farà sorgere il sole.
si dice così, vero?
oppure era un titolo di un libro che ho sentito nominare a cazzo.
cho una scimmia addosso che non so come mandare via
mi sono svegliata stamattina alle sette, tirando la consueta capocciata alle travi della stanza.
iniziando la splendida giornata con improperi random.
imperatori ramadan.
impressioni ridicole.
altre cose che iniziano per I e per R.
cioè non lo so.
ho avuto questa specie di déja vu, ieri sera. mentre cercavo di addormentarmi, no?
e mi si è incollato al palato
come un sapore che anche le sigarette non sanno mandare via.
ed è ancora qui, a metà strada tra la gola e lo stomaco
mi asciuga la fame, mi assottiglia il dolore.
non mi abbandona. non mi si stacca. lo odio.
oh datemi.
datemi qualcosa.
anche un’ascia sulla testa, porca puttana.
lasciamo il pirlo ai pirla padani.
Ho appena aperto l’armadio e ho visto la felpa verde col cane.
Erano anni che non la rivedevo.
Forse, ripensandoci, tre traslochi non sono stati poi tanto male.
Non so neanche dov’era rimasta e cosa ci faccia in bella vista sullo scaffale insieme agli amici maglioni.
Evidentemente gli dei hanno deciso che era tempo che ci reincontrassimo.
I miei libri di Harry Potter non sono nella libreria, e non riesco a capacitarmi di dove siano.
C’è solo la versione inglese di Harry Potter and the Order of the Phoenix.
L’ultimo, per esempio, del quale ho avuto voglia di leggere una frase poco fa, manca. Così ho cercato anche gli altri e nemmeno loro ci sono.
Mi sono spariti troppi libri in tre traslochi.
La cosa comincia a infastidirmi seriamente.
Conto a memoria i caduti:
- Tutto il teatro, Sarah Kane
- Mastro pulce e altri racconti, Ernest Theodor Hoffmann
- Canto di natale, Charls Dickens
- Il dilemma di Drizzt, E.A. Salvatore
- Il Sopravvissuto, Antonio Scurati
- Narciso e Boccadoro, Herman Hesse
- La Morte a Venezia, Thomas Mann
- Simposio, Platone
- Ragazzo da parete, Stephen Chbosky
- svariati numeri di Devil&Hulk (che un giorno ricomprerò)
.
che scempio.
Laura ha ottenuto la borsa di studio,
poi stasera va a vedere i bluvertigo che cioè, è da quando si sono sciolti che dice "cazzo però non ho mai visto un loro concerto".
- si è rotta i coglioni di lavorare, e cascasse il mondo da lunedì saluta tutto e tutti. va a fare di meglio.
che altro, aspetta le magliette di threadless.
amatemi tutti tipo una cifra
ciao gnari
ciao gente.
il mio cuore è tutto per voi.
subito soffri,
poi passa.
[dettata al telefono da /grissi ]