the woods
March 29th, 2008How do I think somewhere else would make it better.
How do I think somewhere else would make it better.
sono stata illuminata dalla prof di Grafica:
"la giustezza è la larghezza del paragrafo".
la mia mamma ha fatto la crostata di albicocche.
cioè l’ha rifatta, oggi.
ne ha fatta una ieri
ma noi siamo dei barbari del cazzo
e nel giro di 12 ore era già finita
così lei imperterrita l’ha rifatta.
come a dire "provateci, a strafogarvi anche di questa. stronzi".
vorrei del cioccolato
o altre cazzate da mangiare nei buchi di tempo fra una sessione di studio e l’altra.
la mia vita và più o meno
i problemi esistenziali della adolescente arrogante che tiene questo blog
non si sono arrestati neanche allo stupore della pasqua del signore
(non la volevo fare quella rima, lo giuro).
ora, ora dico a mio fratello
di piantarla di ascoltare gli AC/DC e rassegnarsi alla romantica intraprendenza dei New Musik
siccome tanto
dalla presunzione non si guarisce
e a quel buon vecchio bro di Cesare suo figlio Bru l’ha ammazzato "since he was ambitious".
tanto,
tanto vale conservarsi sotto formalina di cazzate.
riempire la testa di carta (mai abbandonerò questa espressione. frà ti devo)
e sperare che arrivi
sta diavolo di tempesta
per lasciarci un po’ più vivi
e un po’ ammaccati.
fanculo. (Larry)
((‘culo))
ok, non è nelle mie corde
ma come si fa ad ignorare una roba del genere..
non riesco a capire se ho fame oppure no.
negli ultimi post ho parlato soprattutto di cibo.
inquietudine blu
scorre attraverso me, attraverso tutto
attraversa gli occhi e si posa in fondo.
brilla in qualche modo.
la puoi vedere se ti avvicini
se guardi.
sto aspettando
di fare l’esame
e sono indecisa se ridere per.
Se hai bisogno di una macchina Berlusconi ti compra la Skoda. La fabbrica. oppure
Chuck Norris può attraversare i binari.
.
e anche oggi il pranzo diventa un surplus.
diomaiale.
pranzo cucinato
consumato
piatti lavati
fornelli ripuliti dopo l’utilizzo
tempo 8 minuti e mezzo
giusto per ascoltare disintegration
questo si chiama:
voler tornare tutti i costi a casa a mangiare.
certo, scrivere questo post mi ha fatto sprecare un altro paio di minuti
ma son priorità.
Il mare disillude
contorce le mani
e scondinzola, come argo
non frena il muso contro la porta.
anelli, feste di spade
corone di bestemmie ovunque sulle labbra
mai saprò darmi per vinta
e abdicare il regno del perdono
ad un qualche tipo di buonsenso.
questo per me
è restare viva.
sono i morsi, il salto del cane
dritto alla gola.
azzannare fino al sangue
con tutto il cuore
con tutto
il bene che ti voglio.
estesa.
ecco:
incastri magistrali
libenter.