November, 2007

il minimo spazio

November 30th, 2007

una volta
a leggere "venerdì"
pensavo "it’s friday I’m in love"
lo pensavo col sorriso sulle labbra, con le foto in mano, la fierezza e la presenza persistente e costante di certezze, nel mio cuore / di avere dalla mia un’unione sacrosanta e protetta
da sbattere in faccia al primo passante.

prima ancora //
ho passato un sacco di tempo a pensare "It’s friday / I’m in love" e mi sto calpestando lo sterno con uno schiacciasassi.
perchè sono anni che *amo* e *amo a vuoto*.
e forse sarebbe anche ora di piantarla di prendere il venerdì come scusa per essere innamorata. perchè, voglio dire, lo sono allo stesso modo anche gli altri giorni della settimana. e questo è solo un giorno in cui lo dico ad alta voce. lo dico con disgusto, e un po’ di vergogna, ma anche la cara voluptas dolendi che a noi ggiòvani tanto ci piace.
perchè siamo emo, fingiamo di tagliarci le vene e ascoltare cantantini tristi con le loro chitarrine del cazzo, che dicono di stare male più o meno quanto noi, più o meno giornalmente.

*

adesso, penso "venerdì".
e basta, tipo.

non è che io sia triste, o sconsolata, o depressa
come c’è chi vorrebbe farmi credere.
magari un po’ disillusa sì. e tanto incredula.
e altre parole desuete e ridicole che al momento mi passano per la testa.
e ancora non so rendere il mio "senza difese".
dovrei cavalcare il flow, l’onda sinusoidale dei giorni che alternano "sereno variabile", con "probabili schiarite nel pomeriggio".
ci sono i giorni che dico "evviva" e i giorni in cui mi maledico per la mia ingenuità schifosa e controproducente.

andrò a cucinare.
la pasta è l’unica donna che non ti può dire di .

tunafish

November 26th, 2007

succede che ogni volta mi lavo via dalla pelle la colpa spalmandola su ogni muro di ogni discorso di ogni parola appesa con le dita al soffitto.
in ogni nota, suono, che esce dalla mia bocca, spremendo e tirando ci sono unti e filamentosi rimandi al mio gesto, alla mia inquiedutine
io spargo le ceneri del mio amante in ogni mare che vedo
sperando che le porti lontano
via da me.

lontano, altrove
nelle bocche di tutti
nei capelli, tra le dita dei piedi, nelle cicche di sigarette.
negli abbracci, nei baci, nei “ci vediamo domani” nei  biglietti dei tram che poi diventano sculture che poi vengono distrutte dalle bombe nella seconda guerra mondiale.

in ogni angolo di me c’era del nero
della pece schifosa inguardabile scura
che io ho pulito con cura
leccando via strato dopo strato.

e ora mi rimane la distanza
l’estraneità, la misura, del margine, con il righello in pollici che tanto non li so usare.
mi rimane un disegno, un’acuta percezione di qualcosa che c’è stato
ma che non so. non mi sembra mio
non mi sembro io, quella nel video della mia mente
mi sembra un’attrice, una controfigura
un libro un sogno un fumetto che una volta ho visto in una città che non mi viene bene in mente dov’è.

eh, fanculo.
ogni volta a estraniarsi per sopravvivere
saltare più in alto perché sennò chissà. potresti bruciarti le ali e non volare mai più
e allora guardi i pesci da oltre il vetro
guardi quegli occhi pieni d’amore da oltre il vetro
e dici “che tonno”.

scelus

November 25th, 2007

scelus,sceleris
è il crimine contro gli dei, la patria, la famiglia, l’amante
differenti versioni della distruzione di un’unione sacrosanta e protetta.

paperclip

November 21st, 2007

E’ tutto collegato da fili azzurri di tensione
scelti colori zuccherati con terrore, perle grandissime.
più mi affanno a togliere il peso, più sento il bisogno di scappare
più è l’impegno, più l’odore di mele, cannella, bruciato, mi infiamma la gola.
diana mi consola, con il dorso della mano, sul viso.

vorrei poter aver ragione, in tutto ciò, almeno la forza
ma immagino che sarebbe tornare indietro, sui miei passi (statue di sale)
Sodoma e Gomorra, rane giù dal cielo, piaghe dell’egitto.
sarebbe riguadagnare il controllo, dominare il desiderio
e alla lunga annoia, la bidimensione

però son capricci,
capricci di chi ha inteso com’è il gioco
annoia il carnefice, l’arreso sanguina.

non voglio. voglio. uscire da qui
cullami col tuo abbraccio.
e basta.

qualcuno è post

November 20th, 2007

grazie ragazzi
vi amo tutti

vorrei ringraziare la puffomobile
con le sue sospensioni di compensato e cartoncino
le chiavi della macchina di Luca e l’ospitalità del medesimo
la frà, che se tutto va bene rompe i bicchieri
carote, la cara carote, e la sua stupenda violaceità
il de mauro paravia online, che effettivamente mi ricorda che "violaceità" non esiste fes.
/bluelittleboy con il suo essere così gaio e sereno, e per i sorrisi che porta nelle nostre vite (grazie gabri, sei forte)

ma soprattutto
nella giornata di oggi
vorrei ringraziare
un certo signor Milosevic
che anche se non c’entra un cazzo col dittatore
i suoi calendari aztechi se li può arrotolare, ungere bene bene
e.

[senza essere mai stato niente]

24h

November 17th, 2007

avete ventiquattro ore
per farvi venire in mente un regalo decente da farmi.

se non avete idee
sappiate che c’è sempre la wishlist di libri su anobii.
http://www.anobii.com/wishlists/ludwinas/

il cibo è sempre e comunque gradito.
se poi volete darmi dei soldi, non mi fa schifo nemmeno quello.
ho un conto pay pal.

buona giornata

netto

November 15th, 2007

attenzione: non c’è niente di metaforico in quello che sto per dire.

< ha bisogno di qualcosa, signorina?
< sì, di un coltello da cucina che mi tagli in due lo sterno
< non c’è nel menù, signorina
< beh. lo faccia lo stesso
quantevveroiddio.

dall’alto, verso il basso
basta puntarlo sotto la gola
e scendere appendendocisi
uhh chissà che schizzi di sangue
ahoo!
chissà. saranno meno di quelli in bocca ora.

mi fa
malissimo
e basta.

mi fa piacere che sto morendo dentro senza capire perchè, fuori
magari è tutta roba psicosomatica da stress
magari c’è un motivo per cui mi torna su la cena e mi vien voglia di vomitare
magari lo stesso per cui sento il sapore pastoso dei succhi gastrici accarezzarmi la gola.
facciamo che vado a fare un salutino al cesso
che è da quando l’ho pulito con la spugnetta
che non ci facciamo una sana chiacchierata
a tu per tu

naso contro naso.

scorre

November 11th, 2007

Ho passato anni a considerare le storie d’amore tra un uomo e una donna. terribilmente banali.
E così, solo dopo aver provato l’amore di un uomo, sulla pelle. Riesco a sorridere ed apprezzarne i racconti.
Senza per forza sentire il dolceamaro gusto del ripiego. del "già so come va a finire". Del ma sì, guardali, si conoscono, tanto adesso scopano e sappiamo già qual’è la fine.

Mi sembra un cambiamento epocale, mi sembra.
mi sembra addirittura un punto di vista nuovo.

è strano come io riesca ancora a stupirmi
straniante, più che altro.

mezzaluna

November 9th, 2007

complimenti, a braccia aperte
avanti, cadi
cadi, ti prego cadi, cadi ora con violenza
cadi mentre cammini sulle punte sul filo

se non sto attenta, mi guardo dentro e tremo
tremo perchè tutto questo mi scuote violentemente da dentro
stringo gli occhi con forza e scuoto la testa per non vedere chiaramente
per non vedere, per non vedere, per non vedere

poi impugno le forbici, la lancia, la torcia, il sorriso
siedo coi palmi delle mani poggiati a terra
e sogno di tornare acrobata, sulle punte del filo, con le dita tesissime in volo.

raffreddo, calmo il tremore
trovo silenzi, stanze vuote, zen
l’equilibrio, l’equilibrio che sta alla base di tutto
l’equilibrio che mi permette di mantenermi lucida
distaccata, insensibile

non lasciarti prendere da loro
non permettere che ti sporchino
(mi sussurrano alle orecchie)
non lasciare che ti diano colpi alle braccia
ti tocchino dentro
lascino il loro marchio nelle viscere
(carezzano, dietro le orecchie)
non lasciarti andare, non farlo
non c’è nessuna rete e lo sai
è razionale lo vedi, perchè rifiuti la logica?

non si rifiuta la ratio
(dicono in coro)
è quella che ti tiene in piedi. idiota.

#

November 7th, 2007

prosciugata
senza parole
senza più sangue
senza serenità, senza sonno
con un inquietudine blu, amica, compagna
che mi culla e sussurra isterica graffi.

tu credi in me
mi credi più forte di quello che sono
divori la mia carne attraverso gli sguardi

e mi lasci spazio per salvarmi.

mi domando soltanto
complice la tua paura tangibile
quella scritta negli occhi, nel tremore, nel silenzio
cosa ti aspetti da me, cosa.