September, 2007

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September 28th, 2007

Potrei non scrivere mai più.
una sola parola, in nero su bianco

potrei esprimermi ad asterischi, faccine ed uscite di scena con frasi stupide e dalla pretesa di strappare un sorriso.
potrei fumare sigarette lunghe un giorno

guardarvi passare.

fissi nel sasso, al sasso indifferente
de le mie vene farsi in terra un laco
pianti e alti guai / risonavan per l’aere sanza stelle
in sé mal vivo e morto in lei ch’è morta
gemina teguntur lumina nocte
Memoriam quoque ipsam cum voce perdidissemus / si tam in nostra potestate esset oblivisci quam tacere

quisquis ubique habitat, maxume, nusquam habitat

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September 19th, 2007

secondo voi cos’è un porco immaccolato?
un porco immaccolato è come un maiale ricoperto di smalto bianco
una specie di sacrosanto buddha traboccante grasso
di quelli che seduti riempirebbero tre sedili di un autobus
una roba schifosa, immonda, da far accapponare la pelle
sbatte quegli occhieti di cera, incompresi, e grugnisce di tanto in tanto
se guardi da vicino si notano i peletti spessi, setosi
il sudore colare la pittura e il colore giù, nei recessi più ambiti delle screpolature della sua pellaccia.
la puzza, di carne morta già prima di esserlo
il fetore lontano di un animale infido e lucido, splendente – che brilla.

una roba che un giorno diventerà speck o mortadella.

succulento.

30 volte 52 volte 7.
= +1; +2°C

idea

September 18th, 2007
an unconscious Argentineanfell through my roof.

quickly joined by a dwarfdressed as a nun.

turt

September 16th, 2007

sento odore
di caffelatte.
non un odore fortissimo, solo un lieve accenno
le solite allucinazioni olfattive.

ne vorrei una tazza, ora che me ne ricordo il profumo
dolcetti al miele, un boccone del tiramisù che so che c’è ancora in frigo
un abbraccio, una bambola di pezza e una settimana di ferie.

odore di cannella, di mango, di cibo per gatti
sono nate due nuove tartarughine, oggi
se non stiamo attenti, ci invadono la casa.

nessun titolo

September 16th, 2007

voglio un gelato.
cazzo.

az wh

September 13th, 2007

è come pensare che le nostre azioni non abbiano conseguenze.
sempre. ne hanno
e immagino che ci si debba sforzare di essere il più corretti possibile.
non cercare rogne inutili
non tenere il muso
non impuntarsi su cose che non hanno valore
fisime, fissazioni, sottigliezze che possono facilmente essere eliminate.
dio benedica il rasoio di Ockham.

da fuori, da fuori il turbine rigoglioso di pensieri e sensazioni
da fuori il flow dei rapporti, e delle parole e dei sorrisi
questi accorgimenti, queste cazzate per non cercare litigi inutili
sembrano ancora meno necessari
voglio dire: è un circolo vizioso, virtuoso, idiota – funzionerebbe se e solo se tutti prendessero le stesse precauzioni, i guanti di gomma, le mani lavate, le scarpe non sporche di fango.

non tutti le prendono
c’è chi tiene i musi lunghi, o recrimina, accusa, pretende

mi chiedo davvero che senso abbiano i rapporti umani
quale senso, nel sopportare tutti questi dettagli risibili, eludibili
per una sottospecie di bene comune, di quieto vivere.

sottovuoto
con gli spilli nelle ali tipo farfalle in un barattolo (lì da anni)
liofilizzati, spalmati sul panino

sii fantasma, per me.

*alt end

September 4th, 2007

c’è un sole bianchissimo
coperto da una fila di nuvole sfilacciate
e un vento incredibile
che scuote violento le tende dei condomini vicino

che tempo perfetto,
per una fine del mondo.