I didn’t stand a chance
May 3rd, 2010i died a sudden death / i made an awful mess
i died a sudden death / i made an awful mess
Se ne vadano i malvagi, si separino dai buoni, si radunino nel medesimo luogo, siano divisi da noi da un muro, di cui ho parlato spesso; smettano di tramare insidie al console nella sua casa, di accerchiare il tribunale del pretore urbano, di assediare con le spade la curia, di preparare proiettili incendiari e torce per dare fuoco alla città; una buona volta porti scritto in fronte ciascuno che cosa pensa riguardo allo stato. Questo vi prometto, oh senatori, che ci sarà un tanto grande impegno in noi consoli, una tanto grande autorità in voi, un tanto grande valore nei cavalieri romani un tanto grande consenso in tutti i cittadini onesti che con l’allontanamento di Catilina voi vedrete tutti gli intrighi scoperti, messi in luce, oppressi, puniti. Con questi precisi auspici, oh Catilina, per la somma salvezza dello stato, perla tua disfatta rovinosa e per lo sterminio di coloro che si unirono con te in ogni sorta di delitto e di crimine contro la patria, parti per la tua guerra empia e nefasta. Tu Giove, con gli auspici con i quali questa città è stata fondata, fosti stabilito da Romolo che chiamano protettore di questa città e giustamente anche dell’impero, tieni lontani costui e i suoi compagni dai tuoi templi e da quelli degli altri dei, dalle case e dalle mura della città, dalla vita e dai beni di tutti i cittadini e gli uomini avversi ai buoni, nemici della patria, predatori dell’Italia uniti da un patto di scelleratezze tra di loro e da una nefasta amicizia, punisci vivi e morti con eterni supplizi.