‘through the looking glass’ Category

regent-

August 27th, 2010

non sono mai stata così contenta che piovesse/
mi piove dentro

// da lontano sento dire

converso con Scilla e Cariddi
come state? state bene spero, sì, molte grazie, no non mi va un naufragio, grazie ne ho abbastanza di sirene e flutti e mari e gente che se ne va per altus navigando nel vento
no, figurati, sono a posto, gli scheletri li tengo tutti nell’armadio
e il tesoro conservalo per qualche sosia cretino di Jack Sparrow o Guybrush Threepwood

corsari?
sì voglio corsari, ne voglio a manciate nella mia cabina
yaaa haw
sono pazza, sì sono pazza.
et quod video perisse perditum ducerem

ma dai? ma come si fa?
a vivere negli aforismi negli anagrammi negli epigrammata
come si fa?
a non dare ascolto al sehnsucht di dentro
che spinge e muove le corde del cuore
e ringhia il desiderio immutato immobile sempre presente
insoddisfatto
creato da sè
elegiaco e triste
autocommiserato e nutrito all’umido e caldo.

come si fa.
a sanare un debito col fato.
a chi devo indirizzare il vaglia / il bollettino postale
a chi versare il mio sangue.
se gli dei immortali
non mi concedono nemmeno il beneficio della scelta
della modalità di pagamento e/o utilizzo di paypal.

what’s not on the menu

June 12th, 2010

what’s the use of having a plaything if then she’s the one pulling the strings?

non mi batte nemmeno il cuore, e questo è un buon segno.
dai è un buon segno, è un buon segno – di solito funziona così.
è una di quelle prove per capire. e finché non mi batte il cuore o mi si stringe lo stomaco o comincio a sudare o non ho improvvisamente più fame le cose sono ancora sotto il mio superiore controllo.

fa un caldo insopportabile- sarà per quello che non tremo?
lords of kobol- vedete di non farmi scherzi.

obtexi

April 16th, 2010

ho sognato di correre e nascondermi
era vitale non farmi vedere, era un gioco, ma uno di quelli non voluti da me / e dai quali la mia nuca dipende.

c’era sempre la solita rampa grigia di cemento, quella che va dalla mia via al palazzone
quella da dove una volta è caduto un tizio preso a martellate-
quella con il pavimento ricoperto di plastica a bolle nere, che d’estate scotta e puzza tantissimo
correvo sulla rampa e mi nascondevo nella rientranza che scende
osavo sporgermi appena a guardare se ero stata seguita, e mi sentivo salva
poi mi arrampicavo sulla grata di metallo per aprire la porta interna al condominio e scendevo le scale a chiocciola con il cuore in gola
dalle fessure nel muro vedevo i miei inseguitori e speravo fosse tutto finito-
c’era la solita puzza di piscio, la cabina telefonica arancio con il vetro spaccato e il giardino tutto secco pieno di pietre.
mentre riprendevo fiato pensavo ad un altro sogno, in cui scappavo da una ragazza dagli occhi a mandorla
mi è bastato ripensarci un attimo per tornare lì.

preghiera a giove statore

April 13th, 2010

Se ne vadano i malvagi, si separino dai buoni, si radunino nel medesimo luogo, siano divisi da noi da un muro, di cui ho parlato spesso; smettano di tramare insidie al console nella sua casa, di accerchiare il tribunale del pretore urbano, di assediare con le spade la curia, di preparare proiettili incendiari e torce per dare fuoco alla città; una buona volta porti scritto in fronte ciascuno che cosa pensa riguardo allo stato. Questo vi prometto, oh senatori, che ci sarà un tanto grande impegno in noi consoli, una tanto grande autorità in voi, un tanto grande valore nei cavalieri romani un tanto grande consenso in tutti i cittadini onesti che con l’allontanamento di Catilina voi vedrete tutti gli intrighi scoperti, messi in luce, oppressi, puniti. Con questi precisi auspici, oh Catilina, per la somma salvezza dello stato, perla tua disfatta rovinosa e per lo sterminio di coloro che si unirono con te in ogni sorta di delitto e di crimine contro la patria, parti per la tua guerra empia e nefasta. Tu Giove, con gli auspici con i quali questa città è stata fondata, fosti stabilito da Romolo che chiamano protettore di questa città e giustamente anche dell’impero, tieni lontani costui e i suoi compagni dai tuoi templi e da quelli degli altri dei, dalle case e dalle mura della città, dalla vita e dai beni di tutti i cittadini e gli uomini avversi ai buoni, nemici della patria, predatori dell’Italia uniti da un patto di scelleratezze tra di loro e da una nefasta amicizia, punisci vivi e morti con eterni supplizi.

place your order

January 3rd, 2010

fare un trasloco in questo periodo dell’anno,
avere i miei libri e i miei vestiti impilati in scatoloni e sacchetti,
mi mette in una condizione strana: mi sento come appena wiped.

mentre tutti sono a fare i conti con i buoni propositi per i mesi a venire, io faccio i conti con l’annosa elezione del nuovo supermercato preferito. o la “strada da fare tornando a casa”, cose del genere.
decidere ex novo l’ordine in cui riporre i miei libri sugli scaffali (e quali non portare più con me, tralaltro)
mi spinge a voler viaggiare leggera. buttare parecchie delle cose che ho accumulato negli anni,
come non farei se non mi trovassi in questa situazione.
il gesto di buttare uno dei centinaia di biglietti da visita che ho sparsi tra cassetti e scaffalature, lo considero un gesto atto a dimostrare, a me stessa, che sono capace di lasciarmi davvero alle spalle alcune cose:  che comprendo come non abbia senso alimentare la nostalgia con feticci di carta e plastica.

Oso avere il coraggio di buttare lettere, biglietti e fotografie- perfino in modo violento- non so, bruciarli, perché sia chiaro il messaggio: non voglio avere ripensamenti.
una volta che ho tagliato i ponti, devono rimanere tagliati.
allo stesso modo, è banale dirlo, fare questo solletica l’istinto ad alleggerire anche il bagaglio di persone che mi porto dietro,
mi sento di essere ad un punto di partenza anche con loro,
faccio il punto della situazione con gli oggetti che li riguardano,
i libri che mi avete regalato, i braccialetti, le sciarpe e i vestiti che vi rappresentano.
voglio averli con me?

la risposta istintiva è no.
la risposta istintiva è: certe cose non mi riguardano più.

in questo momento più che mai, le distanze che ho creato mi sembrano incolmabili-
o perlomeno mi sembra servano come punto di appoggio per cercare di capire
dove diavolo sto cercando di andare.

non mi è ben chiara, la cosa. //

prodesse/prodezze

December 28th, 2009

ok. ok. se tu non facessi così io non ti darei mai corda. lo so.

ne sono conscia. che l’interesse che provo nei tuoi confronti è costituito al 99% da cose come queste. perchè è bene che ricordiamo che il resto è fuffa, giusto?
sei una persona assolutamente qualsiasi, dall’aspetto ordinario e dalla vita ordinaria.
non hai qualità particolari, spigoli del carattere che combacino coi miei se non l’innata tua capacità di sfinirmi.

quindi a che pro comportarsi così?
chi ci guadagna? proprio: cui prodest?

è per assicurarti la mia fedeltà che devi tirare le mie corde in questo modo?
è per saggiare quanto so piegare le ginocchia, quando so chinare la testa e deporre l’orgoglio?

oh so farlo- fidati di me, ho ottime referenze-
è che poi divento isterica violenta.

slice of life

December 24th, 2009

la situazione sembra essere molto chiara, più chiara del previsto.
Io mi sento sola come un cane, perché nonostante io spenda tempo e forze, da tempo, ad occuparmi con attenzione, cura, amore delle relazioni con le persone a cui tengo: da parte loro non mi arriva nulla- o quasi.
non mi è mai arrivato nulla- o quasi, quindi non dovrei stupirmi, o meglio “non ho il diritto di stupirmi”, poiché esse sono le condizioni che ho accettato fin dall’inizio. non posso certo lamentarmene ora.
per quanto sia banale, mi capita di dovermi ripetere che il fatto che io voglia loro bene e cerchi di dimostrarglielo di continuo non li obbliga in alcun modo a ricambiare i miei sentimenti; certamente li invita a farlo, ma è una reazione soltanto auspicabile, ma che non dovrei aspettarmi -o in questo caso rimanere delusa o amareggiata se ciò non avviene.
devo ripetermelo, perché sarei tentata, di essere triste per questa ragione ma non ve n’è motivo.

Insomma, se in futuro avrò tempo da spendere in questa maniera, nulla mi vieta di farlo-
purché io sia ben conscia delle regole del gioco con il quale io occupo il mio tempo.


quando è tutto così chiaro, perde parte del suo colore

yelp

December 15th, 2009

it’s something like a twinge,
of sharp pain

just when I was on the verge of losing my mind
it put me back on focus

that made me feel enlighted, somehow
and lonely-

I'm high

December 13th, 2009

mi piace l’idea di avere il tuo profumo nel mio letto
sarà una settimana dolorosa, da dormire

foedo aedem

December 9th, 2009

è profanare.