‘sick sick sick’ Category

regent-

August 27th, 2010

non sono mai stata così contenta che piovesse/
mi piove dentro

// da lontano sento dire

converso con Scilla e Cariddi
come state? state bene spero, sì, molte grazie, no non mi va un naufragio, grazie ne ho abbastanza di sirene e flutti e mari e gente che se ne va per altus navigando nel vento
no, figurati, sono a posto, gli scheletri li tengo tutti nell’armadio
e il tesoro conservalo per qualche sosia cretino di Jack Sparrow o Guybrush Threepwood

corsari?
sì voglio corsari, ne voglio a manciate nella mia cabina
yaaa haw
sono pazza, sì sono pazza.
et quod video perisse perditum ducerem

ma dai? ma come si fa?
a vivere negli aforismi negli anagrammi negli epigrammata
come si fa?
a non dare ascolto al sehnsucht di dentro
che spinge e muove le corde del cuore
e ringhia il desiderio immutato immobile sempre presente
insoddisfatto
creato da sè
elegiaco e triste
autocommiserato e nutrito all’umido e caldo.

come si fa.
a sanare un debito col fato.
a chi devo indirizzare il vaglia / il bollettino postale
a chi versare il mio sangue.
se gli dei immortali
non mi concedono nemmeno il beneficio della scelta
della modalità di pagamento e/o utilizzo di paypal.

identidem

May 25th, 2010

male al cuore
(again and again and again)

mexican standoff

April 29th, 2010

Gli ho detto: ho ancora il tuo regalo di natale
questo significa che sono passati sei mesi.
mi ha  risposto che potrei quasi cambiare la carta e riciclarlo come regalo di compleanno.
mi è venuto da ridere.

L’ultima volta che sono stata a casa tua faceva caldo, avevo appena comprato per me e per te una maglietta con un panda- lavoravo ancora in quel negozio in centro, ed erano quasi due anni fa.
Dopo di allora c’è stato un concerto di Andrew Bird, poi un aperitivo al Twenty con un sacco di zanzare a disturbarmi, e poi un concerto degli Wilco.

Poi penso: come ho fatto a rimanere completamente innamorata di una persona che ho visto tre volte negli ultimi due anni?
Con che coraggio mi sono sentita in colpa nel deluderti, con che coraggio ho sofferto perché non ti fidavi di me?
Piango ogni volta che ci penso. piango adesso, anche se non è il momento.
Piango perché non c’è altro da fare- non sono capace di fare altro.

Ma non è un pensiero triste, oppure nostalgico;
in realtà è semplicemente accettare che mentre la mia vita veniva ribaltata, mentre incontravo persone, leggevo libri, prendevo decisioni importanti- tu non eri mai qui a condividere questi momenti- altre persone, le persone sbagliate condividevano questi momenti con me, e non tu.
ho tanto insistito, mi sono impuntata, mi sono arrabbiata, perché tu ci fossi, ma non è servito a niente.
questo non è triste, o amaro, è solo accaduto.

Non so se rendo l’idea: cosa posso fare di diverso da accettare le cose come sono andate?
Se non sei stato qui, in tutto questo tempo, è perché evidentemente non lo ritenevi importante, oppure necessario.
Io ho sofferto della tua mancanza, e mi sono arrangiata ad andare avanti.
Mi piacerebbe che tu fossi davvero parte della mia vita, come ti ho detto, sarei disposta ad aspettare tutto il tempo necessario, anche più di questo- ma ho come l’impressione che non ci sia mai una fine all’attesa.
E io ho bisogno di avere fisicamente qualcuno che si prenda cura di me, e tu non sei qui a farlo.

familiari

April 6th, 2010

quando le persone cominciano ad utilizzare la scusa dei “motivi familiari” anche con te,
capisci di essere davvero caduto in basso.
oppure insomma, son punti di vista.

cover

February 28th, 2010

non so se questo processo,
quello che sento scorrermi denso nelle vene,
si chiami crescere, oppure in altrettante maniere banali.
quella che percepisco, tuttavia, è una complessa forma di frustrazione.

quando qualche anno fa, in momenti come questi, avrei scritto mail infuriate, farcite di ipotassi;
ora,  ingoio i fasti in eccesso e non scrivo proprio a nessuno.

anche se il prurito sulla pelle, nelle dita, è comunque presente, tendo a sminuire la cosa come un fenomeno passeggero e infantile, da evitare. mi dico: a che pro incazzarsi? cui prodest?

I fatti sono questi:
ho dei progetti razionali e ordinati, su come gestire la mia vita,
gestire la tabella riassuntiva delle ore che passo sveglia, delle ore che passo a lavorare e di quelle in cui mi svago, del contenuto ripartito delle attenzioni che voglio dedicare a chi e a chi altro.
è tutto molto pulito, lo ammetto: pulito come si puliscono i vestiti con la corretta dose di detersivo in lavatrice.
ciò che, in alcune occasioni, mi infastidisce, sono le variabili che non posso contare.
il fastidio immotivato, lievemente tachicardico, che provo ora, ritorna nella mia mente come un monito luterano: hai voluto contravvenire alle regole che tu stessa ti sei posta, e questi sono i risultati.

I casi sono due,
o la pianto di trattare la mia vita a bilanci e grafici e mi faccio una santa ragione di non essere una macchina.
oppure non lo so. c’è davvero una seconda ipotesi?
no perchè io la vorrei.
vorrei che fosse messo a verbale che a me non sta proprio bene tutto questo fuss over nothing.

Insomma, io non ce l’ho il lusso di perdere tempo, farmi distrarre da queste cagate. ok?
Se ho deciso che non ti voglio correre dietro perché sei una persona qualsiasi e non aggiungi valore alla mia vita, facciamo che non perdo nemmeno più tempo a chiederti se ci vediamo per quattro chiacchiere.
E lo so, lo so che avevo promesso che non l’avrei perso quel tempo, però l’ho fatto, perché in fondo mi sembrava una rigidità inutile e volevo fidarmi del mio istinto.
My bad, davvero.
D’ora in poi giuro che non lo faccio più però tu fammi sto favore,
smettila.

update-

December 30th, 2009

tenere la bocca chiusa
e cercare di ignorare la rabbia e le lacrime
mi sta causando del dolore fisico.
fisico. è inaspettato, incredibile- non ci credo.
sento fisicamente dolore al petto.
le prime due costole, in centro.

prodesse/prodezze

December 28th, 2009

ok. ok. se tu non facessi così io non ti darei mai corda. lo so.

ne sono conscia. che l’interesse che provo nei tuoi confronti è costituito al 99% da cose come queste. perchè è bene che ricordiamo che il resto è fuffa, giusto?
sei una persona assolutamente qualsiasi, dall’aspetto ordinario e dalla vita ordinaria.
non hai qualità particolari, spigoli del carattere che combacino coi miei se non l’innata tua capacità di sfinirmi.

quindi a che pro comportarsi così?
chi ci guadagna? proprio: cui prodest?

è per assicurarti la mia fedeltà che devi tirare le mie corde in questo modo?
è per saggiare quanto so piegare le ginocchia, quando so chinare la testa e deporre l’orgoglio?

oh so farlo- fidati di me, ho ottime referenze-
è che poi divento isterica violenta.

slice of life

December 24th, 2009

la situazione sembra essere molto chiara, più chiara del previsto.
Io mi sento sola come un cane, perché nonostante io spenda tempo e forze, da tempo, ad occuparmi con attenzione, cura, amore delle relazioni con le persone a cui tengo: da parte loro non mi arriva nulla- o quasi.
non mi è mai arrivato nulla- o quasi, quindi non dovrei stupirmi, o meglio “non ho il diritto di stupirmi”, poiché esse sono le condizioni che ho accettato fin dall’inizio. non posso certo lamentarmene ora.
per quanto sia banale, mi capita di dovermi ripetere che il fatto che io voglia loro bene e cerchi di dimostrarglielo di continuo non li obbliga in alcun modo a ricambiare i miei sentimenti; certamente li invita a farlo, ma è una reazione soltanto auspicabile, ma che non dovrei aspettarmi -o in questo caso rimanere delusa o amareggiata se ciò non avviene.
devo ripetermelo, perché sarei tentata, di essere triste per questa ragione ma non ve n’è motivo.

Insomma, se in futuro avrò tempo da spendere in questa maniera, nulla mi vieta di farlo-
purché io sia ben conscia delle regole del gioco con il quale io occupo il mio tempo.


quando è tutto così chiaro, perde parte del suo colore

da terminale

October 3rd, 2009

perchè
# sudo apt-get remove fear
non funziona?

è come quando ti svegli tutto sudato dopo una notte con la febbre,
senti caldo, dentro – ma hai freddo.

perferre

September 28th, 2009

ho concluso che ci vuole odio, e niente da perdere
per avere sprezzo della paura.
più che odio rabbia – quella cosa ferina che monta e ingrossa la coda, fa comparire i canini e le unghie.
la gloria suicida che mi muoveva tempo fa per noia, e ora mi muove ancora, ma in modo diverso.

non ho paura di esporre la gola ai denti dei cani – dio puttana
non ho paura delle cicatrici sulle mani e della necessità veloce.
ho paura di quello che queste cose mi fanno,
che è invecchiare.