‘recipe’ Category

healing

August 12th, 2008

dopo anni di onorato servizio
e militanza nella controcorrente

ho chiuso la mia prima bandiera
senza infamia e senza lode

mi sento una principiante.

la zucchina anarchica

July 6th, 2008

Le zucchine anarchiche, sono una varietà di zucchine che si trova soltanto a milano soltanto in luglio. quando fa proprio caldissimo, o ha fatto caldissimo negli ultimi giorni, insomma.

Questa sera sono state cucinate secondo la ricetta originale, offerta quindi ai lettori del blog.

ingredienti:

- una o più zucchine, rigorosamente di opinioni estremiste.
- 1 cipolla rossa
- maionese (un cucchiaino)
- pepe macinato
- prezzemolo
- alici sott’olio
- acqua.

Aprite il frigorifero,
all’interno dello scomparto dedicato agli ortaggi noterete le allegre ciligie che vi sorridono, le carote, arancio, splendenti nella loro vivacità e i pomodori, rossi e lucenti, più vivi che mai.
in fondo, sotto l’insalata fresca fresca e i bitorzoluti cetrioli piangeranno flebilmente una coppia di zucchine, infiacchite dal caldo e dalla pressione dell’altra verdura più estiva.
Se ascoltate con attenzione i lamenti potrete notare le idee sovversive che scuotono le zucchine striate, alimentano i singhiozzi:
"il burro la fa da padrone!" dice una "già, bisogna fare qualcosa, mettiamo una bomba all’interno di una delle uova", "o nella confezione del philadelphia".

consiglio personale:
siccome la buona riuscita del piatto è da attribuirsi in eguale parte al fato e all’intraprendenza delle zucchine, fate come me, che mentre cucinavo ho mangiato un paio di carote, svariate ciliegie, pomodorini freschi (e non del tutto miei), tre fette di salame e (uhm) un paio di atene.

ma andiamo a incominciare

sporcate la padella di olio e buttateci la cipolla (no, non intera, tipo quanta ne avete voglia) precedentemente sminuzzata.
mentre questa frigge e schizza, lavate e poi tagliate la zucchina più grossa, lasciando la piccola a lamentarsi da sola nel sacchetto di plastica.
mettete in padella anche la zucchina, girando e rigirando con un mestolo di legno in modo che non si bruci; abbassate il fuoco in modo che sia lento lento.
a questo punto arriva la figata.
prendete un bicchiere, il barattolo di maionese e le alici.
tagliate due alici a piccoli pezzettini e mettetele nel bicchiere con uno (massimo due) cucchiaini di maionese
poi tritate il pepe nel bicchiere, quello a volontà, io ce ne ho messo una cifrissima perchè così a me piace.
versate dell’acqua nel bicchiere, in modo che copra all’incirca un terzo del bicchiere e mescolate tutto con una forchetta. girate forte, deve uscire una specie di salsa-poltiglia con la maionese in sospensione.
finito di pasticciare con la salsa versate il tutto nella padella con le zucchine.
coprite con un coperchio e aspettate che si sia completamente rappreso il sugo.
una roba tipo dieci minuti,
io ho avuto tempo di sbucciare e mangiare le carote
lavare e gustarmi quasi tutti i pomodorini e le ciliegie
prendere due fette di salame e poi, non contenta, riestrarre il salame dal frigo e tagliarne una terza fetta.
ho riflettuto discretamente sulla noia della giornata
e fatto pronostici sul tempo atmosferico dell’indomani.

quando le zucchine sono quasi cotte
aggiungete sale e prezzemolo fresco
aspettate ancora un po’, poi, finalmente impazienti, versate in un piatto fondo e contemplate il risultato.

chiaramente, essendo luglio, facendo un caldo porco, nessun umano dotato di minima intelligenza mangerebbe subito subito.
quindi avete tempo di finire i vostri spuntini con calma, fare una telefonata, controllare la posta di gmail.

l’aspetto esteriore
se siete stati fortunati
potrebbe assomigliare a questa cosa qui.

zucchine

a me sono piaciute talmente tanto
che avrei voluto averle cucinate tutte e due, ste merda di zucchine.
e invece no, mi tocca ripetere l’esperienza in futuro.

aiuto.

cucina creativa

June 23rd, 2008

couscous
con pomodoro fresco, ragù
zucchine crude, pezzetti di petto di pollo
e una punta di pecorino toscano grattugiato.

cucina creativa?
oh SÌ.

cucina

December 7th, 2007

Il piatto laurelli di stasera è intitolato
"apelle figlio di apollo"
sottotitolo: quando ancora egli non era conosciuto per le palle di pelle di pollo.

E’ stato cucinato tenendo costantemente la mia gola bagnata con gin&juice, in modo da non perdere il controllo della situazione.

Ma cominciamo con le istruzioni.

Ingredienti fondamentali
- gin e succo d’arancia + ghiaccio (solo per i maggiorenni alcolizzati)
- tre o più cosce di pollo, acquistate da non più di una settimana, diciamo
- una confezione di pomodorini
- della passata di pomodoro.
- olive nere e verdi
- cipolla in abbondanza, almeno una intera, cioè
- olio, sale, pepe, spezie di vario genere, numero e caso
- una padella antiaderente capace di contenere il tutto

accendete il fuoco, facendo attenzione ad azzeccare la posizione del gas, cosa che io, per esempio, mi ostino a sbagliare ogni giorno.
scaldate l’olio e fateci soffriggere quanta più cipolla vi piace, io ho usato mezza cipolla, ma dipende ovviamente dalla grandezza della stessa.
poi, quando cominciate a capire che la cipolla sta bruciando, abbassate il gas bestemmiando e aggiungete le olive. aspettate ancora un po’, magari fumando una sigaretta. bestemmiate ancora.
bagnate la gola con un un buon sorso di gin. poi proseguite.
a questo punto fate a pezzi la confezione plasticosa del pollo, e mettetelo a rosolare nella padella, giratelo ogni tanto, quando prende a schizzare l’olio ovunque. in modo che venga bel dorato da entrambi i lati.
dopo qualche minuto di inutile contemplazione della padella, aggiungete i pomodori, un po’ d’acqua e girate le cosce di pollo, aprite il mobiletto delle spezie e cercate il rosmarino
voi magari lo troverete, ma io non l’ho trovato, mi sono fermata all’alloro. ho detto "oh, alloro! figo! apollo! poeti, vincitori! evviva! alloro!!"
e ho versato una spropositata dose di foglie di alloro sulle cibarie.
voi magari, questa cosa, potete evitarvela. e mettere del sano rosmarino, ecco.
a questo punto aggiungete, in base al vostro gusto, della passata di pomodoro a tutta la robaccia che sta in padella, abbassate il fuoco, mettete un coperchio e
andatevene.

potete fare il bucato, giocare a solitario su internet, accendere la tv, quello che vi pare
l’importante è che ignorate l’esistenza del pollo per almeno venti minuti buoni
poi, con la scusa di tornare in cucina a riempire il bicchiere di gin e succo
vi ricorderete della padella fumante e ne solleverete il coperchio

non posso prevedere cosa ne uscirà
nè se dovrete lasciar cuocere ancora un po’
se sarà tutto bruciato
non portavo l’orologio, sono andata un po’ a naso

mi è uscita sta roba qui

aveva un buon sapore
se non che, come scritto, ho dimenticato di aggiungere il sale.

buon appetito.