in fretta e furia
April 1st, 2011aggiornamento: no, a quattro mesi di distanza sono molto felice di constatare che non me ne frega un cazzo di brivius e della betta.
ogni tanto me la dimentico perfino, e francamente è molto meglio così.
l’ultima volta che è comparsa mi ha mandato una mail lunga lunga che col telefono ho dovuto scrollare la pagina un sacco di volte: voglia di rispondere? molto poca.
insomma io vivo la mia vita qui, quassù, e sto molto molto bene. non credo di esser mai stata meglio in vita mia.
mi sa che è per questo che nel blog non ci scrivo più.
andati sono i tempi, Leuconoe, in cui dovevo riversare le mie parole, le mie teorie e i miei discorsi (le mie frustrazioni) ad un diario pubblico.
E poi ho avuto occasione di riflettere seriamente sul significato di aprirsi a sconosciuti su internet, ci ho scritto un saggio per il master e ancora non ho trovato risposte.
condivido il panico e l’ansia e la tendenza comune di questi tempi a rivedere il nostro modo di pubblicare cose private -
non fa impressione? non cozza, nella logica, l’idea stessa di prendere cose private e renderle pubbliche?
per anni (molti) non ho saputo vedere oltre il mio naso / accecata dal dolore ho voluto condividere momenti privati per riempirli di senso, in un certo senso per “avvalorarli”.
quel che voglio dire è che insomma, sembra che non mi serva più- grazie prego scusi tornerò
(o magari non tornerò, insomma faceva rima)