vel / aut

January 29th, 2010

a forza di chinare la testa per trattenermi dal rispondere,
dire di sì ai clienti e a coloro i quali non posso contraddire, sto diventando autistica.

inavv-

January 28th, 2010

le persone che mi toccano inavvertitamente le mani quando passo loro degli oggetti che tengo fra le dita. le loro dita che toccano le mie dita, e di solito sono più calde, e persistono qualche secondo (forse decimi di) a contatto di pelle con pelle- i polpastrelli ricordano ancora il calore- il profumo della persona che è stata qui in questa stanza poco fa e mi da la nausea.

anagramma

January 21st, 2010

tutto questo mi ricorda terribilmente quando sono andata al cinema da sola a vedere Jennifer’s Body (che tralaltro, nel suo piccolo, era meno una stronzata di quanto mi aspettassi).
me ne stavo lì con un hot-dog, e la sprite a sgasarsi nel bicchiere;
tra me e me pensavo: ma guarda te cosa mi sono ridotta a fare- a guardare un film del cazzo, da sola, in una sala completamente vuota, senza cena, al freddo- soltanto per far passare il tempo nell’attesa che qualcun altro esca a cena senza di me.
basta, io ho chiuso con questi comportamenti del cazzo.
basta momenti melodrammatici coi duran duran a palla in macchina, basta telefonate colme di strascichi nella voce e di “non so… non so se ti voglio vedere”.

La faccia di Megan Fox grandissima, metri e metri di bocca, sono stati come una rivelazione-
nel suo labiale inglese, doppiato bugiardo, segretamente mi diceva:
basta, non devi correre dietro a nessuno.

e io lì ho capito.
(insomma, non avevo ancora capito d’aver capito. ma ho capito dopo che allora avevo già capito)
ho capito che avete tutti rotto il cazzo.

place your order

January 3rd, 2010

fare un trasloco in questo periodo dell’anno,
avere i miei libri e i miei vestiti impilati in scatoloni e sacchetti,
mi mette in una condizione strana: mi sento come appena wiped.

mentre tutti sono a fare i conti con i buoni propositi per i mesi a venire, io faccio i conti con l’annosa elezione del nuovo supermercato preferito. o la “strada da fare tornando a casa”, cose del genere.
decidere ex novo l’ordine in cui riporre i miei libri sugli scaffali (e quali non portare più con me, tralaltro)
mi spinge a voler viaggiare leggera. buttare parecchie delle cose che ho accumulato negli anni,
come non farei se non mi trovassi in questa situazione.
il gesto di buttare uno dei centinaia di biglietti da visita che ho sparsi tra cassetti e scaffalature, lo considero un gesto atto a dimostrare, a me stessa, che sono capace di lasciarmi davvero alle spalle alcune cose:  che comprendo come non abbia senso alimentare la nostalgia con feticci di carta e plastica.

Oso avere il coraggio di buttare lettere, biglietti e fotografie- perfino in modo violento- non so, bruciarli, perché sia chiaro il messaggio: non voglio avere ripensamenti.
una volta che ho tagliato i ponti, devono rimanere tagliati.
allo stesso modo, è banale dirlo, fare questo solletica l’istinto ad alleggerire anche il bagaglio di persone che mi porto dietro,
mi sento di essere ad un punto di partenza anche con loro,
faccio il punto della situazione con gli oggetti che li riguardano,
i libri che mi avete regalato, i braccialetti, le sciarpe e i vestiti che vi rappresentano.
voglio averli con me?

la risposta istintiva è no.
la risposta istintiva è: certe cose non mi riguardano più.

in questo momento più che mai, le distanze che ho creato mi sembrano incolmabili-
o perlomeno mi sembra servano come punto di appoggio per cercare di capire
dove diavolo sto cercando di andare.

non mi è ben chiara, la cosa. //

that I keep closest

January 3rd, 2010

You’ve applied the pressure
To have me crystalised
And you’ve got the faith
That I could bring paradise

I’ll forgive and forget
Before I’m paralysed
Do I have to keep up the pace
To keep you satisfied

Things have gotten closer to the sun
And I’ve done things in small doses
So don’t think that I’m pushing you away
When you’re the one that I’ve kept closest

go slow / go slow //

update-

December 30th, 2009

tenere la bocca chiusa
e cercare di ignorare la rabbia e le lacrime
mi sta causando del dolore fisico.
fisico. è inaspettato, incredibile- non ci credo.
sento fisicamente dolore al petto.
le prime due costole, in centro.

faith in this colour

December 30th, 2009

subtle, long shiver.
perchè, mi soffi freddo tra le mani?

odio quando questo accade:
il corpo mi dice cose che la testa non approva.

prodesse/prodezze

December 28th, 2009

ok. ok. se tu non facessi così io non ti darei mai corda. lo so.

ne sono conscia. che l’interesse che provo nei tuoi confronti è costituito al 99% da cose come queste. perchè è bene che ricordiamo che il resto è fuffa, giusto?
sei una persona assolutamente qualsiasi, dall’aspetto ordinario e dalla vita ordinaria.
non hai qualità particolari, spigoli del carattere che combacino coi miei se non l’innata tua capacità di sfinirmi.

quindi a che pro comportarsi così?
chi ci guadagna? proprio: cui prodest?

è per assicurarti la mia fedeltà che devi tirare le mie corde in questo modo?
è per saggiare quanto so piegare le ginocchia, quando so chinare la testa e deporre l’orgoglio?

oh so farlo- fidati di me, ho ottime referenze-
è che poi divento isterica violenta.

apparently

December 26th, 2009

I need some time alone with my home.

meathook

December 25th, 2009

il fatto è che io guardo Dexter sopratutto per la fotografia, e per i close-up di carne umana, o bistecche, o altro.

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